Cosa dice veramente la legge Covid-19?

Le domande e le risposte più importanti.

Domande & risposte

Qualcosa attraversa come un filo rosso la crisi del Covid 19: è imbrigliata nei miti e negli scenari dell'orrore.

Anche nel caso della legge Covid-19, gli uffici non prendono particolarmente sul serio i fatti. Scopriamo le fattispecie per voi.

No. Il Consiglio federale ha cercato, in occasione di una conferenza stampa, di far passare la minaccia che la libertà di viaggio potrebbe essere limitata se la legge Covid-19 rafforzata dovesse essere respinta. Come numerosi esperti di diritto hanno poi confermato, quest’affermazione è falsa. Il certificato Covid-19 serve a scopi interni. È possibile viaggiare nell'UE e in tutto il mondo anche senza un certificato. Semmai, i test per il Covid o i documenti di vaccinazione sono richiesti alla frontiera. Molti Stati americani vietano persino i certificati. Anche il Regno Unito e altri Paesi non prevedono alcun certificato. Tuttavia, il Consiglio federale e i Cantoni avrebbero liberamente la facoltà di continuare a rilasciare certificati per i viaggi all'estero.

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No. Quasi tutti i sussidi finanziari scadono alla fine del 2021 o a fine marzo 2022 – anche se il 28 novembre l'elettorato si esprimesse contro la legge Covid-19 rafforzata. Molti sussidi finanziari sono stati introdotti ancor prima che ci fosse una legge Covid-19. Per quanto riguarda i sussidi finanziari, il principio è: «dove c'è volontà, si trova anche una soluzione».

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No, al contrario. Il certificato Covid produce per questi comparti notevoli spese aggiuntive e burocrazia, mentre una parte del mercato viene meno irrevocabilmente. Molti hotel e ristoranti soffrono perché devono discriminare i loro ospiti, compresi quelli stranieri, a causa dell'obbligo del certificato. Quest’obbligo è dannoso anche oltre l'attuale calo dei fatturati: l'immagine della Svizzera come paradiso idilliaco della libertà e sicurezza ne ha risentito molto.

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No. Durante la conferenza stampa, il Consiglio federale ha presentato la situazione come se avessimo solo la scelta tra lockdown e certificato obbligatorio – tra la peste e il colera. Quest’affermazione getta sabbia negli occhi. Il fatto è che Paesi come l'Australia, Israele e l'Islanda, con misure molto repressive e tassi di vaccinazione record, registrano un numero di casi in aumento. Al contrario, circa la metà degli Stati americani, come la Florida, ha già sospeso tutte le misure contro il Covid da mesi e vieta un certificato per il Covid. Da un punto di vista medico, questi Stati presentano una situazione perlomeno analoga a quella di Paesi con una politica restrittiva per il Covid. Al momento, non si prevede che il Consiglio federale prenda in considerazione la possibilità di un lockdown.

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No. Inoltre, questi certificati non sono nemmeno un motivo per cui lo Stato debba autorizzare un festival pianificato professionalmente. Così la città di Zurigo, per esempio, ha vietato l’Alba Festival nonostante l’obbligo di certificato. Nella sua forma attuale, il certificato è un'idea politica, non una misura di protezione medica. Poiché è noto da molto tempo che anche le persone vaccinate possono infettarsi col Covid e trasmetterlo. Semmai, invece di rendere obbligatoria il certificato, si potrebbero fare più test o dimostrare di possedere gli anticorpi. Poiché le persone dotate di anticorpi non devono essere vaccinate alla cieca dopo un contagio. A fine marzo, il Consiglio federale aveva promesso: «se tutti coloro che vogliono essere vaccinati lo faranno entro luglio, non saranno necessarie altre misure». La vaccinazione è disponibile gratuitamente per tutti. Ognuno può proteggere se stesso e i suoi simili dal virus in molti modi.

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Da un punto di vista medico, non si può fornire una risposta generale. Poiché ciò dipende dalla condizione fisica e dall'esposizione al rischio di ogni individuo. I produttori dei vaccini Covid-19 fanno sapere che considerano utili i «booster» periodici. Uno sguardo al pioniere delle vaccinazioni, Israele – ma anche ad altri Paesi – mostra quale scenario potrebbe minacciare anche la Svizzera: la perdita del certificato da parte degli immunizzati con due vaccinazioni. Che devono essere vaccinati una terza volta per riottenere la certificazione. In Israele, si parla addirittura di un quarto «picco». È chiaro che la formula «vaccinare due volte protegge dal Covid» non funziona. La vaccinazione e il certificato potrebbero così diventare una «never ending story».

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No. Il Consiglio federale ripete questo mantra su tutti i canali. Ma numerosi studi dimostrano chiaramente che le persone contagiate sviluppano un'immunità più duratura di quelle vaccinate. Finché le persone hanno anticorpi o un buono stato delle cellule T, non hanno bisogno di essere vaccinate. La buona notizia è che innumerevoli persone guarite contribuiscono già all'immunità di base della nostra società. La vaccinazione è raccomandata per i gruppi a rischio di qualsiasi età. Dovrebbero essere vaccinati o curati con le terapie esistenti.

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